Manca personale e aumentano i detenuti con gravi patologie psichiatriche, al Carcere di Trento stato di agitazione ad oltranza per la polizia penitenziaria
Ad annunciarlo è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria con il delegato Maurizio La Porta. Fra le criticità "il personale stremato da eccessivi carichi lavorativi"

TRENTO. Poco personale, il dover lavorare quotidianamente al di sotto di qualsiasi livello minimo di sicurezza e le difficoltà crescente dovute ad un aumento continuo di soggetti che accusano gravi patologie psichiatriche.
Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria ha deciso di proclamare lo stato di agitazione al Carcere di Trento. “Sia per sensibilizzare l'opinione pubblica circa il perdurare delle croniche criticità che affliggono la Casa Circondariale di Trento – viene spiegato da una nota di Maurizio La Porta delegato nazionale - sia per portare a conoscenza delle Istituzioni locali questioni che, a modesto parere di chi scrive, meritano rispetto e considerazione”.
Nelle prossime settimane saranno organizzati dei sit-in specifici davanti la sede della Pat e al Commissariato del Governo. “Con profondo rammarico – viene spiegato in un documento - siamo costretti a registrare un crescente scollamento tra gli Uffici Centrali con le periferie che accusano inevitabilmente a cascata, valutazioni dipartimentali che non sempre conducono ai risultati auspicati”.
È il caso, viene spiegato, del mancato adeguamento della pianta organica che, malgrado le molteplici segnalazioni avanzate dal sindacato in ogni ambito, non solo non ha sortito il riconoscimento di un idoneo incremento, quanto, al contrario ha registrato un’ulteriore compressione di circa 20 unità. “Appare lampante a chiunque – viene spiegato - che amministrare 150 poliziotti al cospetto dei 209 previsti non è la stessa cosa”.
Un'altra questione riguarda il crescente e costante aumento degli eventi critici. “Gli istituti – spiega Maurizio La Porta - sono spesso in balia di azioni criminose perpetrate ad opera di soggetti che accusano gravi patologie psichiatriche che, il personale di Polizia Penitenziaria non è in grado di affrontare, né ha le competenze per farlo”.
Qui la lettera


















